ISRAELE BOCCIA SALVINI. SUL NO DEL GOVERNO NETANYAHU PESANO LE SCELTE POLITICHE E LE ALLEANZE DEL LEADER LEGHISTA

Matteo Salvini

Nuovo imprevisto diplomatico per Matteo Salvini. Anche Israele fa sapere di non gradire la presenza dell’eurodeputato a casa sua. L’altolà alla visita ufficiale prevista a Gerusalemme arriva per bocca dell’ambasciatore israeliano in Italia Naor Gilon, e ha l’effetto di una doccia fredda per il capo lumbard. Si tratta, infatti, del secondo rifiuto a livello istituzionale ed internazionale con il quale Salvini deve fare i conti: già la Nigeria lo scorso settembre gli ha letteralmente negato il lasciapassare in suolo africano per un viaggio di 4 giorni. 
Il segretario federale della Lega Nord aveva programmato una visita a Gerusalemme per incontrare gli imprenditori locali ed esponenti della destra israeliana. Ma il tutto si è trasformato in un nulla di fatto, visto che il governo israeliano ha fatto sapere che questo viaggio non s’ha da fare. 
Forse c’era da prevederlo: se non altro per le discutibili posizioni anti-immigrati, delle quali Matteo Salvini non ha mai fatto mistero, al punto tale da farne il perno principale di tutta la sua campagna politica. Ma non solo. In effetti la visita di Salvini nello Stato Ebraico sarebbe stata politicamente inopportuna per le alleanze che la Lega ha stretto con la destra estrema in Europa, per non parlare poi della presenza di Casa Pound, gruppo antiebraico, alla manifestazione di domenica scorsa a Bologna, della quale Matteo Salvini è stato il portavoce indiscusso. 
Che abbia intenzione o meno di incassare il colpo in silenzio, sta di fatto che dopo la Nigeria questa volta ci ha pensato Israele a squalificare il segretario lumbard a livello internazionale.