IN GIAPPONE VARATO UN PIANO DI MASSICCI INVESTIMENTI PER RILANCIARE L’ECONOMIA. NECESSARIA UNA ABENOMICS ANCHE PER L’UNIONE EUROPEA

Shinzo Abe

Il Giappone prosegue con la sua politica economica espansiva. La cosiddetta “abenomics”, dal nome del Primo Ministro giapponese Abe, sta entrando infatti in una nuova fase, con investimenti per 240 miliardi di euro che, nelle intenzioni del governo di Tokio, dovrebbero fungere da stimolo all’industria ed alla occupazione. Il Giappone vive da parecchi anni una situazione economica piuttosto difficile, caratterizzata da disoccupazione e bassa crescita che la “abenomics” dovrebbe riuscire a risolvere. Una politica anticiclica è infatti necessaria in caso di recessione. È questa la strada che hanno seguito il Giappone di Abe e gli Stati Uniti di Obama.

L’America, in particolare, è passata da una condizione in cui le banche e l’industria dell’auto si stavano avviando al fallimento alla condizione attuale, caratterizzata dalla piena occupazione. All’appello però manca ancora l’Europa. La politica di stimoli economici promessa alcuni anni fa dal Presidente della Commissione Europea Juncker non è infatti mai stata portata a compimento e le politiche sul bilancio continuano ad essere restrittive. La maggiore flessibilità dimostrata dall’Unione negli ultimi tempi, come nel caso di Spagna e Portogallo non sanzionate, pur avendo sforato il deficit, è certamente un inizio ma non basta. Serve una nuova politica di stimoli all’economia che sia in grado di fare ripartire il sistema. L’Italia in particolare dovrebbe fare pressioni sulle istituzioni comunitarie e sulla Germania per favorire una politica di tipo espansivo. Il premier Renzi dovrebbe fare dello sviluppo uno dei temi centrali del vertice di Ventotene con Hollande e Merkel. Deve essere chiaro che solo una politica di sviluppo è in grado di ridare forza all’Unione e di evitarne il collasso.