IN CINQUE MESI DI SBARCHI 2500 MORTI NEL MEDITERRANEO. PER L’UE IL RITMO DELLE RICOLLOCAZIONI DEVE ACCELERARE

Migranti

Sono almeno 880 i migranti morti solo nella scorsa settimana nel tentativo di attraversare il Mediterraneo. È  l’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) a rivedere le stime dei naufragi degli ultimi giorni e a tracciare un quadro della situazione attuale. Prima consapevolezza: il 2016 può essere bollato come un anno particolarmente nero per quanto riguarda l’emergenza migranti. A testimonianza di ciò ci sono le cifre che parlano chiaro: sono oltre 2.510 le vittime dei naufragi finora registrate, contro le 1.850 contate nello stesso periodo dello scorso anno. Secondo fonti dell’Unhcr è la rotta dalle coste africane verso l’Italia quella più pericolosa: delle 2.510 persone che hanno perso la vita, infatti, 2.119 sono morte seguendo questa tratta.
Intanto sull’emergenza immigrazione torna a farsi sentire l’UE con un nuovo monito. Il ritmo delle ricollocazioni deve accelerare, oppure “scatteranno le procedure di infrazione”. Lo ha detto la portavoce della Commissione Europea Mina Andreeva, notando che sono state messe in atto solo l’1 per cento delle 160 mila relocation promesse. Di fatto, il numero di rifugiati trasferiti da Italia e Grecia agli altri paesi europei nel quadro del programma di redistribuzione è bassissimo e bisogna fare di più. Secondo lo schema approvato l’anno scorso e di durata biennale, a ogni paese UE, con l’eccezione di Regno Unito e Danimarca, è stata assegnata una quota di rifugiati provenienti da Italia e Grecia e aventi diritto all’asilo in Europa. Questi paesi hanno già messo a disposizione qualche posto, ma molti meno di quelli previsti.