IL VERDETTO SUI MARÒ È PREVISTO PER IL 2018. PERÒ, A MARZO, IL TRIBUNALE DECIDERÀ SUL RIENTRO DI GIRONE

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Fiato sospeso per la vicenda dei due marò italiani fino ad agosto 2018. La procedura arbitrale in corso all’Aja, infatti, non terminerà prima di quella data: questo vuol dire che bisognerà attendere altri due anni per capire se la giurisdizione del caso spetti all’Italia o all’India.
A infrangere ogni speranza di una possibile risoluzione del caso in tempi brevi è stata proprio la Corte dell’Aja, che ha stilato un calendario dettagliato dell’intero processo arbitrale. La procedura, infatti, tra corsi e ricorsi rischia di diventare un vero e proprio iter giudiziario dagli ulteriori tempi biblici. 
Secondo il calendario stabilito dai giudici del Tribunale arbitrale la procedura si dividerà in tre tempi: in primo luogo l’Italia dovrà presentare una memoria scritta, con la propria esposizione dei fatti, il 16 settembre 2016, mentre l’India dovrà fare altrettanto il 31 marzo 2017.In un secondo momento spetterà all’Italia  presentare una replica il 28 luglio 2017, mentre l’India dovrà farlo il primo dicembre 2017. Eventuali contro repliche da parte del nostro Paese, invece, dovranno pervenire in data 2 febbraio 2018. Solo a questo punto, e dopo sei mesi di tempo secondo le regole stabilite, il Tribunale deciderà sulla giurisdizione del caso, arrivando così all’estate del 2018, ma con la riserva di poter allungare i tempi per la presentazione delle rispettive dichiarazioni “in accordo con le Parti”.Tempi più lunghi del previsto dunque per la complicata vicenda dei due marò italiani, che va avanti ormai da febbraio del 2012, la cui soluzione sembra non avere mai fine. Intanto, sulla richiesta di rientro in Italia per Salvatore Girone in attesa della fine dell’arbitrato il Tribunale dell’Aja deciderà nell’udienza del prossimo 30 marzo.