IL M5S E LE ELEZIONI COMUNALI A ROMA. TUTTO IL POTERE DECISIONALE NELLE MANI DI CASALEGGIO E GRILLO

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Sono undici le aree tematiche sulle quali il popolo pentastellato è stato chiamato ad esprimere tre preferenze, che saranno poi il perno principale da cui partirà il programma elettorale del Movimento 5 Stelle per le prossime elezioni comunali di Roma. Si va dal diritto alla casa alla sicurezza, passando per le politiche sociali, l’emergenza rifiuti e il tanto caro tema della trasparenza e degli sprechi. È sul blog di Beppe Grillo che si sta giocando la corsa per Roma Capitale. Tutto pronto nel Movimento 5 Stelle in vista delle amministrative che si terranno a Roma, anche se di fatto un programma elettorale vero e proprio ancora non c’è. Come non c’è ancora il nome di un candidato sindaco.
A quello ci penseranno le Comunarie. Sempre rigorosamente on line e sempre sul blog di Grillo. Per il momento, qualunque sia il programma, la certezza sembra essere una: il futuro sindaco di Roma, qualora dovesse essere eletto sotto il simbolo del M5S, piuttosto che rispondere all’elettorato che lo ha votato, dovrà rispondere a Casaleggio e Grillo. Pena una multa di 150mila euro. 
Secondo il “codice di comportamento” dei Cinquestelle, fatto firmare ai diretti interessati, distaccarsi dalle linee del movimento potrebbe costare agli eletti pentastellati ben 150mila euro di penale. Sono queste le regole del gioco per chi decide di correre per la carica di sindaco capitolino o per quella di consigliere. Direttive ferree, messe nero su bianco in un decalogo. Ma non solo. Quella della multa è forse il male minore. Quello fatto firmare agli aspiranti sindaco 5stelle è un vero e proprio contratto vincolante, che fa capire chi comanda veramente nel Movimento. 
A parlare questa volta non sono i soliti complottisti, nel tentativo di screditare il Movimento e il suo operato, ma il decalogo del buon comportamento grillino, dal quale emerge che il futuro sindaco di Roma avrà potere decisionale e di autonomia pari a zero. Tutto il potere sarà nelle mani del Direttorio del Movimento, ovvero dello Staff, cioè Casaleggio in primis e Grillo a seguire. Si legge nel decalogo: sarà lo Staff, che gestisce e cura il blog (formato da Casaleggio e Grillo),  ad avere molto potere su Sindaco, Assessori e Consiglieri. L’importanza dello Staff è evidente fino dal punto 3 del Codice di comportamento, dove viene indicato che gli eletti del Movimento dovranno operare in accordo con il programma e su indicazione dello Staff. 
Anche la comunicazione verrà gestita centralmente dallo Staff, sempre formato da Grillo e Casaleggio. Anche la nomina dei collaboratori del sindaco dovrà avvenire secondo indicazione dello Staff. In altre parole  il sindaco e i consiglieri del M5S all’Assemblea di Roma Capitale non avranno alcuna autonomia decisionale (pena la scomunica e la multa) e tutto dovrà essere approvato dallo Staff e dai Garanti, che ripetiamolo sono Casaleggio e Grillo. È indubbio quindi che la maggior parte del potere decisionale sia, stando al documento, in mano alla Casaleggio e al suo Staff. Non male come democrazia diretta e dal basso dove a decidere è la Rete.