IL GOVERNO SI APPROPRIA DI OLTRE 3 MILIARDI DEGLI ESODATI. LA COMMISSIONE LAVORO DELLA CAMERA CONTRO IL MINISTERO DELL’ECONOMIA

Manifestazione esodati

È gravissimo quanto sta accadendo ai danni degli “esodati”, è gravissimo quanto denunciato il 9 settembre scorso dall’intera Commissione Lavoro della Camera che sta predisponendo la 7^ salvaguardia, senza costi aggiuntivi per lo Stato, sulla base dei soli risparmi realizzati con le precedenti 6 salvaguardie. La denuncia del Presidente Damiano e le amare parole dell’on. Polverini (“C’è la volontà politica di abbattere quotidianamente il Parlamento … chiudiamolo tanto non serve più”) (http://webtv.camera.it/archivio?id=8288&position=0) nascono dalla pretesa sconcertante e contestatissima, nonché di evidente sostanziale illegittimità, della Ragioneria Generale e del Ministero dell’Economia e Finanze di volersi impossessare dei circa 3,3 Miliardi di Euro (corrispondenti a circa 43.000 possibili salvaguardie) di risparmio che l’INPS ha certificato il 13 luglio scorso e destinati al “fondo esodati”, in evidente violazione della L. 228/2012 art. 1 comma 235  che lo istituisce e nel quale la norma impone con chiarezza di far confluire tutti i risparmi pluriennali che dovessero sopravvenire per il mancato utilizzo delle salvaguardie al fondo stesso, al solo scopo di finanziare i necessari ulteriori interventi di salvaguardia.
Lo stesso on. Damiano ha pubblicamente sottolineato che sull’interpretazione in tal senso tutti sono d’accordo tranne il Ministero dell’Economia! In pratica Ministero dell’Economia contro Resto del Mondo!! Ma, con le parole dell’on. Polverini, la domanda è: a chi spetta l’interpretazione autentica della Legge? La risposta non può essere che quella indicata dalla Costituzione: al Parlamento!! Ancora più assurdo, in questa sporca storia, è stato il fatto che questa sorpresa il Governo la abbia preparata solo all’ultimo momento. Infatti fin da luglio scorso la Commissione Lavoro si è mossa in coordinamento e collaborazione con il Ministero del Lavoro, sulla base dei dati di monitoraggio dell’INPS, per avviare la 7^ salvaguardia in presenza dei notevoli risparmi certificati. Perciò essa ha predisposto addirittura i tempi per l’operazione legislativa. Ai primi di agosto, confortata dalla condivisione dell’obiettivo con il Governo, ha avviato l’iter prevedendo una prima fase, per la realizzazione di una proposta unitaria a fronte di quelle presentate dai partiti, che si è conclusa il 9 settembre con la sua presentazione in Commissione e l’avvio dell’iter promulgativo in sede referente. Ricordiamo qui che un’interrogazione della on. Gnecchi dell’agosto 2014 aveva consentito di ufficializzare la carenza di salvaguardia legislativa per almeno 49.500 soggetti circa. Cifra non distante quella dei risparmi certificati dall’INPS e dal Ministero del Lavoro! Ma qui è necessario anche ricordare brevemente ciò che stanno subendo gli esodati da quando è stato compiuto, con la riforma Fornero, quello che ella stessa definì un errore tecnico, non banale, che ha condannato alla povertà centinaia di migliaia di famiglie, privandole di un diritto, errore al quale nessuno vuole davvero riparare definitivamente, trincerandosi sempre dietro strumentali questioni di cassa! “Esodati” sono coloro che avevano perso il lavoro prima dell’entrata in vigore della L. 214/2011 e ai quali mancavano pochi anni alla pensione. Il Governo non è mai riuscito, in questi 4 anni, a definire ufficialmente il numero di tali soggetti, nonostante le numerose interrogazioni parlamentari al riguardo, dimostrando una carenza informativa ed organizzativa sconcertante. Per tutelare coloro che erano “esodati”, il Parlamento (la Commissione Lavoro anche allora presieduta dall’on. Damiano,) in presenza di tanta confusione sulla reale dimensione del fenomeno e della scarsità di risorse messe a disposizione, provvide ad assicurare nella L. 228/2012 che, ove si fossero manifestati risparmi per il mancato utilizzo della totalità delle salvaguardie, le risorse economiche derivanti fossero vincolate all’utilizzo esclusivo di coloro che erano “esodati”, potendo così recuperare soggetti meritevoli che per la dichiarata carenza di risorse non erano stati inseriti nelle salvaguardie precedenti. Perciò senza ulteriore spesa dello Stato!! La legge è chiara e, come dice l’on Damiano, solo il Ministero dell’Economia la vuole interpretare in altro modo. La sostanza dei fatti è che il Governo vuole abbandonare nel mare della disperazione intere famiglie che vi erano state gettate dallo Stato stesso con la improvvida Legge Fornero! E quando si era riusciti a procurare a tutti almeno un possibile giubbetto di salvataggio, sperando di arrivare in tempo per salvarli (mancano solo 3 mesi al limite temporale per la fine delle disponibilità delle salvaguardie), questo Governo ha deciso di “scippare” loro il giubbetto di salvataggio e di farli affogare! Ma cosa può essere successo, da luglio ad oggi, per cui ciò che era concordato tra Ministero e Commissione Lavoro viene oggi rimangiato, addirittura violentando la Legge? Citando Andreotti, a pensar male si fa peccato ma quasi sempre ci si indovina. Il sospetto forte e dirompente, confrontando le somme di cui i media parlano per le necessità del Governo per eliminare IMU e Tasi e per la riduzione delle tasse che possono apparire come il preludio ad una campagna elettorale a breve, è che si ributtano a mare gli esodati per fini aberranti! Ancora una volta una storia di Robin Hood al contrario! Ma il diritto ed il rispetto della Costituzione sono diventati un optional in questo Paese? Basta saperlo! Ma martedì 15 esodati e Sindacati insieme urleranno il loro NO a questo obbrobrio con massiccio presidio davanti al Ministero dell’Economia a Roma!
 
 
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L. 228/2012 comma 235 – “235. Al fine di finanziare interventi in favore delle categorie di lavoratori di cui agli articoli 24, commi 14 e 15, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni, 6, comma 2-ter, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, e 22 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e’ istituito, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, un apposito fondo con una dotazione di 36 milioni di euro per l’anno 2013. … omissis … Nel predetto fondo confluiscono anche le eventuali risorse individuate con la procedura di cui al presente comma. Qualora in sede di monitoraggio dell’attuazione dei decreti del Ministro del lavoro e delle politiche sociali  …. Omissis … vengano accertate a consuntivo eventuali economie aventi carattere pluriennale rispetto agli oneri programmati a legislazione vigente per l’attuazione dei predetti decreti del Ministro del lavoro e delle politiche sociali ….. omissis …, tali economie sono destinate ad alimentare il fondo di cui al primo periodo del presente comma. … omissis… Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze e’ disposta la conseguente integrazione del fondo”