IL GOVERNO LIBICO CHIEDE AIUTO ALLA CASA BIANCA. BOMBARDAMENTI USA SU SIRTE CONTRO IL DAESH

Fayez al Sarraj Premier Libia

Gli Usa hanno ripreso a bombardare la Libia con lo scopo di indebolire il Califfato. Gli obiettivi dei cacciabombardieri americani sono le postazioni dell’Isis, che dal 2015 ha trasformato la città di Sirte in una vera e propria roccaforte dello Stato islamico. Proprio a Sirte, città libica importante per la presenza del porto, sono più di mille i combattenti jihadisti che hanno giurato fedeltà assoluta al Califfato. 
È la prima volta, dopo gli attacchi aerei del 2011, che portarono alla caduta di Muammar Gheddafi, che gli Stati Uniti tornano a bombardare dall’alto la Libia.
Le operazioni sono state richieste alla Casa Bianca proprio dallo stesso governo di unità libica. È stato il premier libico Fayez al Serraj ad affermare che questo “aiuto aereo da parte degli Usa sarà limitato a un lasso di tempo ben determinato”, che avrà “come obiettivo la città di Sirte e le sue zone periferiche” e che non prevederà “presenze militari Usa sul terreno”. Il Pentagono, invece, fa sapere che la frequenza di questi raid aerei sarà coordinata solo con le autorità libiche, allo stesso modo in cui la fine di questa operazione sarà decisa con il governo libico.
Si apre così una nuova fase nella lotta al Daesh. L’obiettivo è strappare Sirte all’Isis: la caduta di Sirte, 450 chilometri a est della capitale, sarebbe un duro colpo per l’organizzazione terroristica, che ha già dovuto fronteggiare una serie di pesanti battute d’arresto in Siria e in Iraq. Dall’Italia, invece, si guarda con favore a questa nuova operazione militare Usa in Libia, ma per il momento si assicura che da Roma non ci saranno coinvolgimenti, né aerei né di terra.