IL DDL CIRINNÀ RIEMPIE LE PIAZZE E DIVIDE I PARTITI. PRESENTATI CIRCA 6000 EMENDAMENTI

Monica Cirinnà

Ancora una volta l’Italia si divide sulle Unioni civili. Il disegno di legge Cirinnà, che approderà in aula al Senato il prossimo 28 gennaio,  riempie le piazze. È toccato prima ai sostenitori dei diritti civili, con un appuntamento di portata nazionale, tenutosi sotto lo slogan “Svegliatitalia”; sarà la volta invece, il prossimo 30 gennaio, di coloro che sotto il titolo “Family day” scenderanno in piazza a favore della famiglia tradizionale e contro il riconoscimento dei diritti a tutti i cittadini, così come la Costituzione garantisce. 
Tra piazze gremite di gente e dipinte di colore arcobaleno, ci sono però i numeri, che fanno capire come l’approvazione della legge sulle Unioni civili sarà una vera e propria battaglia parlamentare, con i partiti divisi.
Sono circa 6000, infatti, gli emendamenti presentati in totale al testo Cirinnà. Cinquemila sono stati presentati dalla Lega Nord, mentre altri 300 da Forza Italia. Non mancano quelli presentati dal Partito Democratico, alcuni dei quali destinati a costituire solo leggeri cambiamenti al testo arrivato al Senato, altri, invece, dell’ala più cattolica del partito che chiedono una revisione totale del testo esistente. 
Il ddl Cirinnà sarà al Senato il 28 gennaio e, solo una volta ottenuto il via libera di Palazzo Madama, passerà alla Camera. Ma è tutto da vedere. La legge al Senato dovrebbe contare, sulla carta, su almeno 165 voti favorevoli. L’approvazione, però, è incerta perché molte votazioni saranno a scrutinio segreto. Ad aumentare inoltre l’incertezza c’è il fatto che Partito Democratico e Forza Italia lasceranno libertà di coscienza ai propri parlamentari. Al di là della guerra delle cifre resta però un dato certo: l’Italia è uno dei pochi paesi che non ha ancora una legge sulle Unioni civili.