HILLARY CLINTON VERSO LA CANDIDATURA. GLI ELETTORI USA SCELGONO LA COMPETENZA

HILLARY CLINTON

Il mese di ottobre ha segnato la reale partenza della campagna elettorale americana, destinata a culminare con le elezioni presidenziali del novembre 2016. In particolare, è cominciato il lunghissimo iter delle primarie democratiche, che segue di alcuni mesi quello delle primarie del partito repubblicano. Le primarie democratiche, in particolare, hanno segnato il definitivo ritorno sulla scena politica di Hillary Clinton, destinata con ogni probabilità a diventare la candidata democratica alla presidenza. L’ex Segretario di Stato, ex senatrice ed ex first lady degli anni novanta ci riprova, dopo aver già tentato di conquistare la nomination contro Obama.

Questa volta, però, ha dalla sua diversi fattori. Per prima cosa, non pare che ci siano altri candidati nell’area democratica in grado di impensierirla. In secondo luogo, può giocare la carta dell’esperienza, dovuta alla sua lunga carriera politica, che le consente di presentarsi agli elettori come una guida sicura soprattutto in politica estera, cosa quanto mai necessaria in questo momento di grandi tensioni internazionali. Chiaramente la lunga strada verso le elezioni è appena cominciata, ma è già possibile fare alcune considerazioni. La candidatura di Hillary Clinton, infatti, rappresenta una inversione di tendenza nel panorama politico mondiale. Per la prima volta, e proprio nel Paese dove i media hanno un peso maggiore, il candidato più gettonato di una delle forze politiche è un personaggio non mediatico. Hillary Clinton non è un personaggio simpatico, anzi spesso le si contesta proprio la sua apparente mancanza di empatia verso gli elettori. Eppure, nonostante ciò, buona parte degli americani apprezza la sua candidatura. Ciò si spiega con una maturazione del corpo elettorale. Gli americani cioè non sono alla ricerca di un personaggio telegenico o carismatico, ma di qualcuno in grado di guidare gli Stati Uniti. In pratica si privilegia la competenza rispetto all’effetto mediatico, e questa è una lezione che anche gli elettori europei dovrebbero imparare. Non serve un politico che sappia apparire in tv, serve un politico che sappia risolvere i problemi che una Nazione può trovarsi davanti.