GRECIA, TRATTATIVA IN FASE CONCLUSIVA

Alexis Tsipras
La crisi greca continua a dominare la politica europea. Nonostante le voci di possibili accordi tra il governo di Atene e l’Unione Europea, infatti, almeno fino ad ora non è stato raggiunto un compromesso tra la Commissione europea, che sostiene il rispetto degli accordi presi con i creditori, ed il premier ellenico Tzipras, che chiede un allentamento delle rigide politiche di bilancio imposte da Bruxelles e dal Fondo Monetario Internazionale. Il problema è che più tempo passa più la situazione si complica, facendo aumentare la possibilità del default.
Le scadenze dei prestiti si avvicinano e le casse della Grecia sono vuote, mentre la situazione è tenuta in piedi solo dalla Banca Centrale Europea di Mario Draghi, che continua ad immettere liquidità di emergenza nelle tre principali banche elleniche, evitando così che il sistema imploda. È quindi necessario fare presto, per evitare che una nuova crisi monetaria dalle conseguenze imprevedibili possa colpire l’Europa. Entrambe le parti devono fare uno sforzo, evitando di rimanere ciascuna sulle proprie posizioni. Tutti devono essere pronti a fare delle concessioni, se necessario anche dolorose. I creditori dovrebbero, almeno, dare più tempo ad Atene per i pagamenti, tenendo conto che la popolazione greca ha già dovuto sopportare enormi privazioni dall’inizio della crisi economica. D’altra parte il governo di Tzipras deve almeno cercare di tenere fede ai patti e fare almeno una parte delle riforme promesse, in particolare modo riguardo alla razionalizzazione della struttura della Pubblica Amministrazione ed al miglioramento della lotta alla evasione fiscale.