GLI STATI UNITI FUORI DALLA CRISI. LA FEDERAL RESERVE AUMENTA I TASSI. NECESSARIO POTENZIARE LE POLITICHE ESPANSIVE ANCHE NELLA UE

Presidente Obama

La decisione della Federal Reserve americana di alzare i tassi di interesse, dopo molti anni di prestiti facili, dimostra come l’economia americana si sia ormai lasciata alle spalle il periodo di recessione, iniziato con il fallimento della banca d’affari Lehman Brothers. In particolare, l’uscita dalla crisi è stata dovuta alla politica della banca centrale che, supportata dalla amministrazione Obama, ha avviato una politica espansiva con la immissione di miliardi di dollari nel mercato finanziario. Ciò ha consentito a un Paese in uno stato di gravissima recessione, con una crisi bancaria senza precedenti, con il mercato dell’auto prossimo al totale fallimento e con un tasso di disoccupazione a due cifre di risollevarsi, iniziando finalmente a guardare al futuro con ottimismo. Oggi l’America vive un nuovo boom economico, con la piena occupazione e gli stipendi in crescita. Tutto dovuto al quantitative easing della Federal Reserve.
Questa politica, che da un anno a questa parte viene seguita anche dalla Banca Centrale Europea, ha dimostrato di funzionare, anche se i suoi effetti si vedono solo nel tempo. Il presidente della BCE Mario Draghi deve quindi continuare su questa linea, infischiandosene delle proteste tedesche che vorrebbero ridurre e depotenziare questo provvedimento. I Paesi nordeuropei, che continuano ad opporsi in tutte le sedi al quantitative easing, dimostrano di non avere capito nulla della crisi che l’economia sta vivendo, pretendendo di continuare ad applicare in maniera cieca le politiche di austerity che già hanno dimostrato di non essere in grado di fare fronte alla situazione. Ciò che bisogna fare è potenziare il più possibile il programma di supporto all’economia, ricordando che tra l’altro le politiche restrittive sono quelle che hanno favorito l’antieuropeismo e l’ascesa dei populismi di destra e di sinistra. Quindi, è necessario non solo continuare con il quantitative easing ma accompagnarlo con politiche di bilancio espansive. I Paesi europei e le Istituzioni comunitarie non possono non essere consapevoli che l’Europa ha un futuro solo se avrà come obiettivi primari la piena occupazione e lo sviluppo e se non sarà condizionata da egoismi nazionali o da vincoli burocratici stupidi, come li definì Romano Prodi, l’ultimo presidente autorevole della Commissione europea.