GIULIO REGENI, L’EGITTO DA L’OK ALL’INVIO DI ESPERTI ITALIANI PER ANALIZZARE MATERIALE VIDEO

GIULIO-REGENI
Le dinamiche dell’uccisione di Giulio Regeni restano ancora poco chiare, ma ad un anno dalla misteriosa morte del ricercatore friulano l’Egitto apre all’ipotesi di un’ulteriore collaborazione con l’Italia. L’ultima novità sul complicato caso riguarda il via libera dato dalla Procura egiziana alla richiesta dei P.M. di Roma di inviare in Egitto esperti italiani per analizzare i video ripresi dalle telecamere di sorveglianza nella metropolitana di Dokki, a Il Cairo, dove Giulio Regeni passò prima di scomparire il 25 gennaio 2016.
Di Giulio Regeni non si ebbero più notizie da quella notte. Poco prima di scomparire, e di essere poi ritrovato morto il 3 febbraio, il ventottenne italiano fu ripreso dalle telecamere di videosorveglianza della stazione metropolitana nella zona di Dokki. È evidente che quelle immagini avrebbero potuto fornire importanti informazioni nelle indagini sulla morte del giovane ricercatore, ma l’Egitto, che ha soppresso  tale materiale video, afferma di non avere i mezzi necessari, essendo questi ultimi sofisticati e molto costosi, per recuperarlo. Di qui la decisione di dare l’ok all’Italia, affinché esperti italiani possano lavorare al recupero di questo materiale. Il Cairo avrebbe autorizzato anche tecnici tedeschi specializzati in ricerche su equipaggiamenti video. Quelle immagini, dunque, ora potranno essere visionate da esperti italiani ed esperti dell’unica azienda tedesca specializzata nel recupero di questo tipo di filmati.  Che l’apertura del governo egiziano possa rappresentare o meno un piccolo passo in avanti verso la verità su uno dei casi più complessi della cronaca internazionale, il caso, ad un anno dalla sua morte resta ancora senza un colpevole. Si cerca ancora quindi la verità su ciò che accadde al giovane, in un’inchiesta congiunta tra governo egiziano e governo italiano, nella quale non sono mancate accese discussioni.