ESODATI, EMENDAMENTI PROPOSTI DALLA RETE DEI COMITATI ALLA LEGGE DI STABILITA’

manifestazione esodati
I Comitati degli esodati hanno proposto degli emendamenti alla Legge di Stabilità finalizzati a rendere giustizia a questa categoria di lavoratori perseguitata dalla riforma Fornero e che, nonostante le promesse e gli impegni non è, finora, riuscita a trovare risposte idonee negli interventi realizzati o programmati dal governo Letta.
Anzi, al di là della profusione di assicurazioni verbali si avverte la sensazione che l’Esecutivo rifugge dall’adottare provvedimenti concreti e appare sempre più in balia dei burocrati ministeriali che, al di là delle responsabilità indubbie della Fornero, sono gli autori primi del pasticcio normativo che ha dato vita al disastro esodati.
Le note esplicative in neretto-corsivo sono della redazione (Ettore Nardi)
 
Proposte di emendamenti all’art. 7 Legge di Stabilità 2014
Dopo il Comma 2 aggiungere il Comma 2bis con i seguenti punti:
Comma 2bis :
1) Dopo il comma 10 dell’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, è inserito il seguente: 
«10-bis. Ai fini del godimento del diritto di cui all’articolo 1, comma 9, della legge 23 agosto 2004, n. 243, non si applicano le disposizioni in materia di decorrenza del trattamento pensionistico e di adeguamento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico agli incrementi della speranza di vita ai sensi dell’articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122». 
Con questa norma si vogliono esentare, in modo esplicito, dal meccanismo delle finestre e dell’incremento del requisito anagrafico dovuto all’aspettativa di vita ai fini dell’accesso al pensionamento anticipato le lavoratrici dipendenti e autonome che vadano in pensione usufruendo delle disposizioni di cui all’articolo 1, comma 9, della legge n. 243 del 2004, cosiddetta “opzione donna”, esclusione già implicitamente contenuta nella legge.
2) All’articolo 24, comma 14, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) le parole: «4 dicembre 2011», ovunque ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2011»; 
Con questa norma vengono fissate al 31 Dicembre 2011 tutte le date prese a riferimento per la salvaguardia degli esodati, in modo da assicurare uniformità di trattamento per tutti i lavoratori interessati.
b) all’alinea, dopo le parole: «in vigore del presente decreto» sono inserite le seguenti: «, escludendo in ogni caso l’applicazione della disciplina delle decorrenze di cui all’articolo 12, commi 1, 2 e 12-bis, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e di cui all’articolo 18, comma 1, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e successive modificazioni,» 
Con questo emendamento si vuole escludere l’applicazione a tutti i salvaguardati delle finestre di attesa, dell’adeguamento età uomo-donna e dell’adeguamento derivante dall’aspettativa di vita, riconoscendo l’unicum normativo delle norme  pensionistiche introdotte nel 2011. 
c) e dopo le parole: «che maturano i requisiti entro il 31 dicembre 2011,» sono inserite le seguenti: «ai soggetti di cui all’articolo 1, comma 8, della legge 23 agosto 2004, n. 243, e successive modificazioni, e»; 
Con questo emendamento si escluderebbero, riconfermando la disciplina precedente, dalla applicazione della riforma Fornero i lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione prima del 20 luglio 2007.
d) alla lettera a), le parole: «entro il periodo di fruizione dell’indennità di mobilità di cui all’articolo 7, commi 1 e 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223» sono sostituite dalle seguenti: «entro ventiquattro mesi dalla fine del periodo di fruizione dell’indennità di mobilità di cui all’articolo 7, commi 1 e 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223, a prescindere dalla data di conclusione della procedura di mobilità avviata sulla base dei citati accordi sindacali e della data di effettivo collocamento in mobilità, eventualmente preceduto da un periodo di fruizione di cassa integrazione guadagni»; 
Con questo emendamento si vuole dare un termine più ampio ai lavoratori in mobilità perché rientrino nei  parametri per la salvaguardia (entro 24 mesi dalla fine della mobilità anziché entro la fine della mobilità), considerato che tali soggetti  hanno sottoscritto accordi, in virtù dei quali la mobilità avrebbe dovuto durare fino alla soglia della pensione.
e)  la lettera d) è sostituita dalla seguente: «d) ai lavoratori che siano stati autorizzati alla   prosecuzione volontaria della contribuzione e che abbiano presentato la relativa domanda alla data del 31 Dicembre 2012, a condizione che perfezionino i requisiti utili alla maturazione del trattamento pensionistico entro il 31 dicembre 2018. Ai fini della fruizione dei benefici di cui alla presente lettera non rilevano l’eventuale prestazione lavorativa successiva all’autorizzazione alla prosecuzione volontaria della contribuzione né l’eventuale mancato versamento, alla data di entrata in vigore del presente decreto, di almeno un contributo volontario accreditato o accreditabile»; 
Questo emendamento tende a superare le condizioni restrittive illegittimamente imposte dal D. M. attuativo del giugno 2012, in violazione della legge base 214/2011; inoltre, viene fissato un termine per la maturazione dei requisiti pensionistici (31/12/2018); e viene spostata la data di presentazione della domanda di autorizzazione alla contribuzione volontaria al 31.12.2012.
3)  All’articolo 6, comma 2ter, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14 sono apportate le seguenti modificazioni:
• le parole: «il cui rapporto di lavoro si sia risolto entro il 31 dicembre 2011, in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter del codice di procedura civile, o in applicazione di accordi collettivi di incentivo all’esodo stipulati» sono sostituite dalle seguenti: «il cui rapporto di lavoro si sia risolto entro il 31 dicembre 2011 unilateralmente o in conseguenza di fallimento dell’impresa o in ragione di accordi individuali sottoscritti entro il 31 dicembre 2011 o in applicazione di accordi collettivi di incentivo all’esodo stipulati, entro la medesima data del 31 dicembre 2011,»; 
L’emendamento tende a salvaguardare i soggetti usciti nel 2012 purché con accordi firmati nel 2011 e chi è stato licenziato a qualunque titolo. 
• le parole: «la decorrenza del trattamento medesimo» sono sostituite dalle seguenti: «la maturazione del diritto al trattamento pensionistico»; 
La norma tende ad eliminare le  discriminazioni tra soggetti che abbiano pari requisiti per il conseguimento del diritto a pensione, alcuni dei quali, senza questo emendamento, a causa delle differenti finestre pensionistiche, non verrebbero salvaguardati.
• le parole: «entro un periodo non superiore a ventiquattro mesi» sono sostituite dalle seguenti: « entro un periodo non superiore a trentasei mesi »; 
Con questo emendamento la salvaguardia verrebbe assicurata a tutti i lavoratori che maturino il diritto pensionistico entro 36 mesi anziché entro 24 mesi dall’entrata in vigore della riforma.
• è aggiunto, infine, il seguente periodo: «Ai fini della concessione dei benefici di cui al presente comma non rileva l’eventuale prestazione di altra attività lavorativa di natura temporanea successiva al licenziamento unilaterale o in conseguenza di fallimento dell’impresa o in ragione di accordi individuali o della stipulazione degli accordi collettivi di incentivo all’esodo intervenuti ai sensi del primo periodo del presente comma». 
L’emendamento tende ad eliminare la iniqua disposizione del D.M. 1° giugno 2012 che escludeva dalla salvaguardia i cessati unilaterali, individuali e collettivi, che avessero accettato lavori anche di natura temporanea, che peraltro rappresentavano l’unico mezzo di sostentamento per questi soggetti, rimasti privi di qualsiasi sostegno economico.
4) Ai fini dell’accesso al regime previdenziale vigente prima della data di entrata in vigore del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, è riconosciuta piena validità agli accordi per la gestione delle eccedenze occupazionali con utilizzo di ammortizzatori sociali stipulati dalle imprese, entro il 31 dicembre 2011, anche in sede non governativa. 
La norma è finalizzata ad eliminare ogni discriminazione tra i lavoratori che avevano sottoscritto accordi presso la Regione o la Direzione Territoriale del Lavoro e quelli che avevano, invece, sottoscritto accordi in sede governativa.
Rete dei Comitati di Esodati
Angelo Moiraghi  (Organizzazione “Rete dei Comitati di esodati”)
comitatiesodatinrete@fastwebnet.it
• Comitato Mobilitati Roma e Napoli
mobilitati.roma.napoli@gmail.com 
• Comitato Autorizzati Contributi Volontari 
Francesco Fiore 
contributi.volontari@gmail.com 
contributore@tiscali.it 
• Comitato Lavoratori Mobilità Lodi
Alberto Maddeo 
alberto.maddeo@fastwebnet.it 
• Comitato Dirigenti Esodati
Alessandro Costa  
alessandro.costa@alice.it 
• Comitato “I Quindicenni”
Evelina Rossetto 
bicrebu@libero.it
• Comitato Esodati Parma 
Claudio Bernardini 
cbernardini4@gmail.com 
• Gruppo Donne Esmol (Esodate Mobilitate Licenziate)
Marta Pirozzi 
gruppo.esmol@gmail.com 
• Comitato Licenziati e Cessati Senza Tutele 
Elide Alboni   
comitato.licenziati@libero.it
• Coordinamento Esodati Roma
Emilio De Martino  
demartino-emilio@virgilio.it