ESODATI, È IL MOMENTO DEI RICORSI ALLA CORTE COSTITUZIONALE PER ABROGARE LA LEGGE FORNERO

manifestazione esodati
Una delegazione del Comitato di Reggio Emilia e del Comitato Esodati Romani è stato ricevuta al Quirinale venerdì scorso, 24 gennaio 2014.
Lo riferiscono il sito http://reggio24ore.netribe.it/ ed il sito http://postaliesodati2011.blogspot.it/  che riportano il resoconto dell’incontro.
La Presidenza della Repubblica era rappresentata dal Consigliere di Stato dott. Giancarlo Montedoro, Responsabile degli Affari Giuridici del Quirinale.
Secondo quanto riportato dai siti, il Consigliere Montedoro avrebbe  “condiviso il parere dei Comitati sulla possibilità di presentare ricorso di incostituzionalità” in quanto “la norma … contrasta con il principio di uguaglianza inteso come valore assoluto”.
Ricordiamo che a supporto dei sospetti di incostituzionalità abbiamo già qui pubblicato il dossier completo proposto dalla Rete dei Comitati di Esodati. 
La Rete ha sollevato, fin dai primi suoi documenti pubblici, numerosi e motivati dubbi sulla costituzionalità della riforma Fornero già dal febbraio 2012, appena 2 mesi dopo la riforma delle pensioni, trovando ripetuti riscontri positivi a tale posizione a partire già dalle parole ufficiali alla Camera dell’allora 3^ carica dello Stato, il Presidente della Camera on. Fini, che invitava Governo e Parlamento a modificare “al più presto” la Legge “per garantire il pieno rispetto dei principi costituzionali in materia di uguaglianza del cittadino davanti alla Legge ..”, fino a quelle pronunciate dall’attuale Presidente del Consiglio on. Letta nel discorso programmatico alle Camere il 29 aprile scorso, anche più volte ribadito: “In particolare con i lavoratori “Esodati” la comunità ha rotto un patto, e la soluzione strutturale di questo problema è un impegno prioritario di questo governo!”.
Quale altro significato, se non quello di segnalare l’incostituzionalità, possono avere parole che legano il singolo cittadino con la Comunità e la violazione di tale legame?
Da 2 anni la Rete dei Comitati si è confrontata in tutte le sedi istituzionali: Gruppi parlamentari, diverse Commissioni della Camera (Lavoro, Bilancio, Finanze), Ministero del Lavoro, Ministero delle Finanze, Presidenza della Camera, Presidenza del Consiglio nonché tutti i partiti ed i sindacati. In tutte le occasioni è stata espressa dalle Istituzioni  la più ampia critica alla colpevole mancanza di un corretto e sufficiente periodo transitorio, come sempre previsto ed assolutamente necessario, nell’applicazione delle nuove norme pensionistiche, nonché al criterio a “macchia di leopardo” utilizzato nella legiferazione delle salvaguardie. Quindi si manifestava il più ampio consenso per l’unica soluzione logica e definitiva al problema degli esodati proposto dalla Rete con una norma unica che prevedesse la salvaguardia, indistintamente e senza restrizioni, per tutti coloro che presentavano i seguenti requisiti : 1) Non essere più occupati al 31.12.2011 per avvenuta risoluzione contrattuale a qualsiasi titolo, oppure avere entro quella data sottoscritto accordi collettivi o individuali che come esito finale prevedano il futuro licenziamento. 2) Maturare il requisito pensionistico con le previgenti norme entro il 31.12. 2018.
Purtroppo in questi 2 anni, a fronte delle parole e delle promesse, è evidente l’assenza del tema come assoluta priorità fattuale. L’esito è che delle 390.200 famiglie indicate dall’INPS al Parlamento nell’aprile 2012 le salvaguardie riguardano solo circa 160.000 di esse, di cui appena 30.000 circa negli ultimi 14 mesi,. Disperse invece risultano, in questa guerra tra i Cittadini, le Istituzioni e la Politica, tutte le altre mentre la loro necessità di reddito si è fatta ineludibile!!
In questo contesto suonano come una beffa le parole di solidarietà e di condivisione provenienti dalle Istituzioni. 
Vogliamo però riflettere sulla condizione raggiunta da questo Stato e se esso ha ancora un senso ed una coerenza logica, che è quello che interessa o dovrebbe interessare i cittadini, e soprattutto se esso si pone a difesa dei suoi Cittadini oppure contro di essi. 
Perché, se è il singolo Cittadino abbandonato a se stesso che deve difendere l’attacco alla Costituzione portato dalle Leggi dello Stato, allora vuol dire che lo Stato democratico si sta sfaldando, se già non lo è, e le Istituzioni hanno abdicato!
Ognuno parla come se non fosse, o non fosse stato, nel proprio ruolo. Il suo primo pensiero è rifiutare la responsabilità anziché ammettere l’errore e porvi rimedio! 
La storia del Porcellum è maestra di questo concetto. E l’attenzione politica è ora tutta su tale problema. Ma là non si tratta direttamente della vita di tante famiglie.
Quanto dovranno soffrire i Cittadini italiani per la colpevole inerzia? Quanto dovrà costare alla democrazia, alla rispettabilità e credibilità delle Istituzioni questa ignavia? 
E non sarà con una legge elettorale, che rischia di imbavagliare il dissenso o ha proprio tale scopo, che si salva la Democrazia e la governabilità, ma con Partiti ed Istituzioni che rispettino l’art. 54 della Costituzione “Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle, con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.”
E il rispetto comporta l’eliminazione dell’evidenza della discriminazione e dell’abuso e della rottura del Patto sociale. A cominciare da quello che riguarda gli esodati, oramai da tutti riconosciuto. 
Non può essere lasciato solo alla Giustizia il compito di tutela del Diritto dei Cittadini e della convivenza sociale e civile;  questo uno Stato moderno e civile non può permetterselo. Deve agire ed intervenire nell’interesse della comunità, non solo a parole come continua a fare nonostante i segnali che il Paese manda. 
Chi ha il Potere agisca per risolvere il problema degli esodati, ricordato anche dal Presidente Napolitano nel discorso di fine anno, una volta per tutte e subito! Oramai è tutto chiaro, è tutto evidente, è tutto dimostrato. Non esistono più alibi. E occorre recuperare i mesi, le energie e le risorse sprecate per una propagandistica, ma inutile, abolizione dell’IMU sulla prima casa, che ha bloccato l’azione del Governo!
Si cominci allora con l’approvare nell’immediato la proposta di Legge unitaria della Commissione Lavoro della Camera!! Nel contempo si inserisca nel previsto “patto di Governo” la soluzione definitiva come prima indicata.
Ma, in questa ricerca di responsabilità e di soluzioni, non può mancare contemporaneamente l’invito agli esodati ad andare oltre, a fare di più per tutelare i propri diritti.
Se è vero, infatti, che la legge presenta profili di incostituzionalità, come condiviso dalle principali Istituzioni nel corso del confronto di questi  anni,  sarebbe ora di avviare anche  azioni per la tutela dei diritti sul piano giuridico e costituzionale.
Qualcosa si sta già muovendo in questo senso ed alcune iniziative da poco messe in cantiere da alcuni comitati stanno andando in questa direzione, ma bisogna fare di più.