EMERGENZA MIGRANTI: IN CAMBIO DELLA SUA COLLABORAZIONE LA TURCHIA CHIEDE PIÙ SOLDI ALLA UE

Riflettori puntati su Bruxelles e sul summit straordinario tra Ue e Turchia. Si tratta di un vertice complicato: tra i temi principali sul tavolo, infatti, la crisi migratoria e la creazione di una possibile strategia europea che possa rivelarsi efficace per l’emergenza migranti. Complicato perché proprio sulla questione migranti la tensione si tiene molto alta.
Al riguardo c’è un piano d’azione, concordato proprio con la Turchia lo scorso novembre, che prevede una maggiore collaborazione da parte turca nel limitare, o quanto meno contenere, il flusso di migranti che, attraverso il suo territorio, stanno raggiungendo la Grecia e i Paesi del Nord Europa.
Ciò che l’Unione europea si aspetta è un maggiore impegno di Ankara su questo fronte, impegno sul quale, però, la Turchia alza la posta in gioco: chiede altri tre miliardi di euro per gestire la crisi dei migranti, un accesso più veloce ai visti Schengen per i cittadini turchi e, inoltre, un’accelerazione del processo riguardante il suo ingresso nell’Unione europea. Richieste, quelle avanzate dal premier turco ai Capi di governo dei ventotto Paesi membri Ue, che rischiano di far saltare l’intesa raggiunta a novembre scorso. Cooperare con la Turchia non può significare in automatico accettare tutto. Ed è proprio questo che fa storcere il naso ai leader europei. Sulla richiesta di ulteriori fondi, infatti, i tre miliardi chiesti andrebbero ad aggiungersi ai tre miliardi di euro già stanziati per la Turchia lo scorso novembre, per la copertura dei costi per la sanità e l’istruzione dei rifugiati siriani. Per quanto riguarda invece la richiesta di velocizzare l’ingresso della Turchia nell’Unione europea, i leader europei accusano Ankara di aver limitato la libertà di stampa nel Paese. Venerdì scorso il quotidiano “Zaman”, organo di stampa di opposizione al presidente turco, è stato messo sotto sequestro dalle forze dell’ordine  ed è stato trasformato in un organo di propaganda filogovernativa pro Erdogan. Per questo i capi Ue si dicono pronti a “vigilare” sulle prossime mosse di Ankara.