CRISI ECONOMICA IN BRASILE. OMBRE SULLE OLIMPIADI.

Michel Temer

Gli ultimi giorni hanno visto un nuovo capitolo della crisi brasiliana con la dichiarazione di “stato di calamità economica” proclamato dallo Stato di Rio, uno dei più grandi e ricchi del Paese. Continua, quindi, la grave situazione economica  che investe il Paese sud americano a ridosso dell’avvio delle Olimpiadi.  
Inoltre, il governo provvisorio del presidente Temer, che ha sostituito Dilma Roussef, sospesa dal Parlamento per un presunto falso nel bilancio dello Stato, sta perdendo pezzi, con ministri costretti a dimettersi a causa di inchieste giudiziarie.
Una vera e propria tegola per un esecutivo già ai minimi di popolarità. L’aspetto peggiore della situazione brasiliana è però quello economico. L’economia è in piena recessione a causa del crollo del prezzo del petrolio, risorsa su cui il Paese ha maggiormente puntato. In questa situazione, il Brasile deve sopportare i costi derivanti dalle Olimpiadi di Rio. Proprio lo Stato di Rio ha dovuto dichiarare l’emergenza economica,  a causa della difficilissima situazione dei conti pubblici e della conseguente difficoltà di assicurare i servizi pubblici essenziali, indispensabili alla vita civile ed allo svolgimento delle Olimpiadi. Il gigante brasiliano, che fino a poco fa sembrava essere uno dei pilastri più inossidabili dei Brics, è entrato in uno stato di profonda crisi. Molti osservatori si stanno quindi interrogando sulle ragioni di questa crisi apparentemente inattesa. Il problema, sostengono molti esperti, è che il Brasile ha puntato soprattutto sulle risorse naturali, in particolare su quelle minerali. Ferro e petrolio hanno costituito i prodotti principali destinati all’esportazione, prodotti su cui il Paese ha costruito il miracolo economico dell’era Lula. Ovviamente, un’economia basata essenzialmente sulle materie prime e sull’indotto che da queste deriva è un’economia debole. Il crollo del loro valore, causato dal perdurare della crisi economica mondiale, ha quindi causato un forte contraccolpo all’economia brasiliana, che fino ad ora non è stata in grado di fare fronte alla situazione. Anche la crisi politica degli ultimi mesi è frutto della situazione economica, che ha causato il crollo della popolarità della Presidente Roussef e del suo attuale successore Michel Temer.