8 luglio 2012
palazzo-chigi

IL PREPENSIONAMENTO DEGLI STATALI. UN PASSO NELLA GIUSTA DIREZIONE

Nel decreto sulla spending review c’è un provvedimento che inizia forse un nuovo corso, il prepensionamento dei dipendenti pubblici.  Tenere gli statali in esubero fino a quattro anni all’80 per cento della retribuzione  per poi metterli in pensione avrà un effetto benefico sui conti pubblici, senza colpire in modo pesante i soggetti interessati che, comunque, hanno la garanzia dell’80 per cento del loro reddito attuale e la prospettiva di conseguire la pensione a data certa, cosa che, con i tempi che corrono, è diventato un traguardo decisamente apprezzabile.
5 luglio 2012
Luigi Lusi

PARTITI: IL SENATO DICE “SI” AL TAGLIO DEI FINANZIAMENTI AI PARTITI

L’Aula del Senato dice “si” al disegno di legge che prevede il taglio dei finanziamenti ai partiti. E, dopo le polemiche e lungaggini ei giorni scorsi che rischiavano di far saltare il provvedimento, segna la svolta in maniera definitiva: con 187 voti favorevoli, 17 contrari e 22 astenuti. È con questi numeri che palazzo Madama ha approvato il provvedimento, che aveva già ottenuto il via libera della Camera lo scorso 24 maggio.
3 luglio 2012
Marcello Pera

RIFORME: SI FA STRADA L’IDEA DI UNA ASSEMBLEA COSTITUENTE

Il primo a parlarne è stato l’ex presidente del Senato Marcello Pera, salito pochi giorni fa al Quirinale per presentare al Capo dello Stato un suo disegno di legge, per eleggere 75 saggi indipendenti che cambino la Costituzione. Sono trascorsi diversi giorni e, benché non se ne parli in maniera esplicita, a quanto pare l’idea sta prendendo sempre più forma nei palazzi della politica, tanto tra le aule di Montecitorio, quanto in quelle di palazzo Madama, anche tra i maggiori leader politici, che sembrano iniziare a valutarne la possibilità.
1 luglio 2012
mario monti.

VERSO UN RAFFORZAMENTO DELL’UNIONE EUROPEA. DETERMINANTE IL RUOLO DELL’ITALIA

Nessuno può dire che la crisi dell’euro sia finita. La speculazione non molla la presa così facilmente. Soprattutto perché chi ha impegnato risorse enormi in una operazione di  grande  spessore tenterà di uscirne senza perdite. E, a tal fine, ha bisogno di tempi medio lunghi, di corsi altalenanti, di segnali ambigui che confondano le idee alla massa dei risparmiatori scaricando sul parco buoi le perdite di una operazione destinata a finire, comunque, in un insuccesso.