BRASILE, LA CAMERA VOTA L’IMPEACHMENT DELLA ROUSSEF. MA LE CAUSE DELLA CRISI SONO PIÙ COMPLESSE DEGLI ERRORI DELLA PRESIDENTE

Dilma Roussef

La crisi brasiliana è entrata nel vivo negli ultimi giorni con l’approvazione da parte della Camera della richiesta di impeachment nei confronti della presidente Dilma Rousseff. La crisi, originata da accuse nei confronti del Capo dello  Stato di avere falsificato il bilancio e di avere coperto diversi episodi di corruzione, che avrebbero coinvolto anche l’ex presidente Lula, ha però radici molto più profonde. Il Brasile, infatti, dopo anni di tumultuosa crescita economica, che sembravano averlo stabilmente portato nel novero delle grandi potenze, ha registrato, negli ultimi due anni, una brusca frenata. Il grande Paese sudamericano ha subìto un forte ridimensionamento, e gli effetti si sono visti sia sul piano economico che su quello politico e sociale.
Ciò è stato dovuto, da una parte, alla fase recessiva che sta attraversando tutta l’economia mondiale, dall’altra al crollo del prezzo delle materie prime. Il Brasile, infatti, durante le presidenze Lula e Rousseff, ha puntato molto sull’industria mineraria, sul ferro in particolare, e sul greggio, come dimostrato dalla crescita esponenziale della Petrobas, l’industria petrolifera di stato. Ciò è stato dovuto alla necessità di finanziare i programmi di inclusione sociale che sono stati estremamente importanti per il benessere della società brasiliana. Si è però tralasciato di usare una parte delle risorse per finanziare la nascita di una industria manifatturiera, che consentisse di diversificare l’economia. Si è quindi ripetuta una costante della storia brasiliana, che ha visto, negli anni, fasi di crescita rapidissima seguite da brusche recessioni. É quindi necessario che il Paese faccia le dovute riforme per stabilizzare l’economia e uscire dalla crisi.