BRASILE E VENEZUELA, LA CRISI ECONOMICA INVESTE DUE PAESI GUIDA DELL’AMERICA LATINA

Dilma Roussef

 Le ultime settimane hanno visto il riesplodere delle tensioni politiche ed economiche in Sud America. In particolare, Brasile e Venezuela stanno vivendo una situazione difficile, causata dalle crescenti difficoltà dell’economia che si traducono in gravi problemi di tipo politico e sociale. In Brasile dopo la conclusione delle Olimpiadi, che hanno temporaneamente sedato gli animi, sono ricominciate le proteste di piazza provocate dalla destituzione della Presidente Dilma Roussef.

Il nuovo capo dello Stato, l’ex Vice Presidente Temer, la cui popolarità è già scesa ai minimi, è quindi chiamato a gestire la situazione più difficile dal ritorno alla democrazia alla metà degli anni ottanta. Tutto ciò con l’economia brasiliana in forte rallentamento a causa della riduzione delle esportazioni e del crollo del prezzo del petrolio, ormai diventata la principale fonte di introiti nel Paese. Il crollo del greggio é anche il motivo principale della crisi che ha colpito il Venezuela. Il Paese, che é uno dei principali produttori mondiali di petrolio, si trova prossimo alla bancarotta. Caracas è in una difficilissima situazione, con l’inflazione che ha superato il cento per cento e con una carenza, che si fa più pesante di settimana in settimana, anche dei generi di prima necessità. La situazione è inoltre aggravata dallo scontro politico tra il Presidente Maduro, il successore di Chavez, ed i partiti di opposizione che ne hanno chiesto ripetutamente le dimissioni. Il Presidente, in particolare, non é stato in grado, fino ad ora, di fare fronte al grave stato del Paese e molti esperti ritengono che la tensione sia destinata a peggiorare. Si tratta in realtà di una situazione che a Caracas si è già vissuta in passato, vista l’eccessiva dipendenza dell’economia dall’esportazione del petrolio. Il Paese sudamericano ha già visto fasi di crescita vertiginosa, come durante lo shock petrolifero degli anni settanta, alternati a periodo di profonda recessione, come la crisi che nei primi anni novanta portò al tentativo di colpo di stato di Chavez, in seguito divenuto Presidente. Caracas non ha mai saputo diversificare la propria economia, cosa che l’accomuna a molti altri Stati sudamericani totalmente dipendenti dalle esportazioni. Fino ad ora  in Sud America nessuno è mai riuscito a creare un’industria efficiente, che produca per il mercato interno. Il risultato è che gli Stati dell’America Latina producono solo per l’esportazione e sono quindi fortemente esposti agli shock esogeni. Solo un’economia diversificata, infatti, è in grado di garantire la stabilità di un Paese.