8 gennaio 2013

Il Tribunale di Milano non concede la reintegra a un licenziato

Seconda sentenza su un licenziamento illegittimo, dopo l’entrata in vigore della Riforma Fornero. I magistrati di Milano hanno dichiarato la illegittimità del licenziamento ma hanno condannato l’azienda al risarcimento del danno e non alla reintegra. Qualche mese fa il Tribunale di Bologna, decidendo su un caso analogo, aveva imposto la riassunzione del dipendente. Come era prevedibile i giudici saranno a lungo incerti nella applicazione del nuovo art. 18. Ci vorranno anni prima che si formi una giurisprudenza consolidata con gravi danni per la certezza del diritto, per le aziende e per i lavoratori.
8 gennaio 2013

La McDonald’s assume 3.000 operai. La CGIL la contesta

La McDonald’s annuncia l’assunzione di 3.000 nuovi lavoratori nei prossimi tre anni. L’azienda americana che conta già 450 ristoranti e 16.000 dipendenti nel nostro Paese comunica anche l’apertura di nuovi fast food. Sembrerebbe una proposta meritevole di apprezzamento, soprattutto se si considera l’attuale fase critica dell’occupazione in Italia Appare singolare, perciò, che la CGIL attacchi la multinazionale lamentando anomalie nelle relazioni sindacali. 
8 gennaio 2013

I Lebfevriani contro gli ebrei: nemici della Chiesa

Mons. Bernard Fellay, Superiore dei Lefebvriani definisce gli ebrei nemici della Chiesa. Immediate le reazioni negative, a partire da quella, prevedibile, del Centro Simon Wiesenthal. I negoziati con la Curia romana per ricomporre lo scisma, che già erano fermi da mesi, non potranno non risentire di queste parole che dimostrano ancora una volta come i seguaci del vescovo Lebfevre non hanno cambiato di una virgola le loro convinzioni. Convinzioni che sono incompatibili con i testi del Concilio Vaticano II
8 gennaio 2013

Assolti tre clandestini in rivolta contro il CIE: legittima difesa

Il Tribunale di Crotone ha assolto tre clandestini accusati di danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale, reati commessi nel corso di una rivolta contro la permanenza nel Centro di identificazione ed espulsione di Isola Capo Rizzuto. Secondo il giudice le condizioni di vita nel CIE erano lesive della dignità umana e la reazione degli imputati era giustificata dalla necessità di difendere i loro diritti contro il pericolo attuale di un’offesa ingiusta e, quindi, dalla legittima difesa.