ANKARA SPICCA UN MANDATO D’ARRESTO INTERNAZIONALE PER GULEN.BRACCIO DI FERRO TRA USA E TURCHIA SULLA SUA ESTRADIZIONE

Fetullah Gulen

Si inaspriscono i rapporti diplomatici tra la Turchia e gli Usa. Secondo le autorità turche la mente del fallito golpe dello scorso luglio sarebbe l’imam Fethullah Gulen: si tratta del predicatore e leader del movimento Hizmet, un tempo sostenitore di Erdogan, ma divenuto poi suo principale rivale, che vive dal 1999 in esilio volontario in Pennsylvania, negli Stati Uniti.
Le autorità giudiziarie turche hanno spiccato un mandato d’arresto internazionale nei suoi confronti, ma Washington non sarebbe disposta a concedere la sua estradizione. Le prove presentate dalla Turchia, infatti, non avrebbero convinto le autorità statunitensi circa un probabile coinvolgimento di Fethullah Gulen nel fallito golpe del 15 luglio scorso.
In altre parole, gli Stati Uniti non intendono estradare il predicatore turco, ma di fatto una decisione finale sulla sua sorte non è stata ancora presa. Secondo indiscrezioni, tra l’altro, funzionari statunitensi e turchi avrebbero già discusso privatamente di questo caso, ma non sarebbero riusciti a trovare una soluzione. Di sicuro anche per questo il segretario di Stato Usa, John Kerry, si recherà in visita in Turchia il 21 agosto. 
In Turchia il movimento legato a Fethullah Gulen è considerato un’organizzazione terroristica. Per questo dopo il tentativo di golpe il governo turco ha avviato una vasta campagna di epurazione contro i sostenitori di Gulen. L’opinione pubblica turca è convinta in maggioranza che Gulen sia colpevole; lui sostiene il contrario e denuncia l’assenza di indipendenza della giustizia turca, a suo dire, asservita al  potere e agli ordini del presidente Recep Tayyip Erdogan.