ANCHE LA SLOVACCHIA CONTRO LA REDISTRIBUZIONE DEI MIGRANTI. NECESSARIA UNA RISPOSTA FORTE DELL’ITALIA E DELL’UNIONE CONTRO IL GRUPPO DI VISEGRAD

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Lo scontro nella UE sul tema dell’accoglienza dei migranti si arricchisce di un nuovo capitolo. Dopo la polemica tra il premier Renzi ed il primo ministro ungherese Orban, ora anche il premier  slovacco, Robert Fico, interviene sulla materia. Fico ha infatti dato il proprio sostegno a Budapest, confermando il totale rifiuto a qualsiasi progetto di redistribuzione dei profughi, che continuano ad arrivare a migliaia sulle coste italiane. Fico e Orban sono due esponenti del cosiddetto “gruppo di Visegrad”, il coordinamento di Paesi euroscettici che comprende Slovacchia, Ungheria, Polonia e Cechia.
Questi si sono opposti fermamente a qualunque proposta in materia di immigrazione, che fosse rivolta a ridurre il peso che attualmente grava sui Paesi di prima accoglienza, Italia in primis. Molte critiche sono state rivolte a questo atteggiamento egoista degli Stati dell’Est Europa, critiche derivanti principalmente dal fatto che buona parte del loro sviluppo dipende dai fondi comunitari di cui, tra l’altro, l’Italia è uno dei principali finanziatori. È per questo che si ipotizza, che il governo italiano possa prendere misure estreme, arrivando, se necessario, a tagliare il proprio finanziamento alla UE della quota che viene destinata ai Paesi che rifiutano l’accoglienza. Se Bruxelles non è in grado di far rispettare le proprie decisioni sulla redistribuzione dei migranti, allora l’Italia dovrà muoversi in autonomia adottando misure sanzionatorie verso quei Paesi che hanno l’unico obiettivo di utilizzare le risorse comunitarie a proprio vantaggio senza condividere i valori che sono stati e sono il fondamento della costruzione europea, fra i quali ha un rilievo primario proprio il vincolo di solidarietà fra gli Stati e fra i popoli dell’Unione.