A NAPOLI NON SONO GARANTITI I SERVIZI PUBBLICI. I BUS DELL’ANM CAMBIANO PERCORSO PER EVITARE LE SASSAIOLE DELLE BABY GANG

bus ANM Napoli
Una notizia minore di carattere locale che, però, è altamente significativa. A Napoli ci sono state, in alcune strade di Scampia, un quartiere difficile, alcune sassaiole contro i bus della ANM, l’azienda comunale dei trasporti.
Per evitare il ripetersi di tali episodi l’ANM ha deciso di modificare il percorso dei mezzi nelle ore notturne.
Una decisione che è grave in sé e che è significativa del disinteresse dello Stato. È evidente che in quelle aree le Istituzioni sono assenti, se non riescono nemmeno a garantire la sicurezza del trasporto pubblico. 
Cosa ancora più preoccupante, la resa non è contro la camorra, ma contro bande di baby teppisti che da mesi  assaltano i bus che passano nel quartiere provocando danni  ai lavoratori e ai passeggeri.
In un’altra città le forze dell’ordine sarebbero già intervenute stroncando il fenomeno e assicurando alla giustizia i responsabili. In mancanza, ci sarebbero state interrogazioni parlamentari, dichiarazioni di esponenti politici e sindacali e proteste. A Napoli, niente di tutto questo. La polizia non riesce a intervenire con la necessaria continuità ed efficacia. I responsabili dell’ordine pubblico non mettono a disposizione personale adeguato a impedire il ripetersi degli episodi segnalati. I vertici dell’azienda dei trasporti, invece di protestare con la dovuta energia, non trovano di meglio che deviare le linee coinvolte.
Possibile che nessuno si rende conto che le decisione significa che in quelle aree lo Stato è assente?  Che, nel momento in cui si ammette che non si è in grado di garantire la sicurezza dei trasporti, si riconosce implicitamente che non si è capaci di tutelare i cittadini contro le illegalità?
L’ordine pubblico e la sicurezza sono la prima funzione dello Stato. Il compito primario che le Istituzioni sono chiamate ad esercitare. È un compito al quale lo Stato non può rinunciare.
La notizia giunge nello stesso giorno in cui un conduttore del servizio pubblico, del quale non faccio il nome perché sarebbe pubblicità immeritata,  che aveva definito Napoli indecorosa, o, secondo la sua rettifica, alcune zone di Napoli indecorose viene assolto dall’AGCOM che ritiene insussistente l’accusa di avere offeso la città.
E qui il cerchio si chiude. Lo Stato abbandona Napoli non assicurando i servizi essenziali, non garantendo nemmeno i trasporti e la sicurezza, la Rai, servizio pubblico, attacca Napoli, definendola indecorosa e l’AGCOM, Autorità indipendente al servizio dei cittadini ritiene corretto il comportamento della RAI.
In conclusione, lo Stato abbandona la città nel degrado e attacca la città perché è degradata.
Un corto circuito indegno di uno Stato democratico, contro il quale dovrebbero levarsi proteste da parte dei cittadini, delle Istituzioni locali, dei rappresentanti politici e sindacali, degli organi di stampa.
A quando una presa di coscienza e una inversione di tendenza?